PERCHE' NASCERE, PERCHE' ESISTERE, PERCHE' MORIRE: UN ESEMPIO DI AUTENTICHE VITE!...sui passi di S.Giuseppe

20.03.2017 12:00
La biografia di alcune figure della storia che hanno dato una impronta indelebile alla cristianità per l'autentica fede, il martirio, l'eroicità, l'esemplarità al punto tale da riconoscerli oggi Santi e Beati dalla Chiesa universale. Ricerca a cura di Stefania Formicola
 
San Giuseppe, sposo della Santissima Vergine, e in certo senso padre del Salvatore del mondo, nacque in Giudea verso gli anni quaranta prima della nascita di Cristo.
 
Non si sa con certezza il luogo della sua nascita;  però è probabile che fosse Nazareth, piccolo centro della Galilea inferiore, dove il Santo domiciliava. Era della tribù di Giuda, e della famiglia reale che aveva regnato da Davide fino alla cattività di Babilonia. Suo padre naturale fu Giacobbe. Sua madre fu la nobilissima e illustre matrona Abigail; e così essendo Giacobbe ed Heli fratelli, e morendo Heli senza figli, Giacobbe prese per sposa ad Abigail, e da lei ebbe San Giuseppe che, per disposizione della legge, era considerato come figlio di Heli. 
 
     San Giuseppe nacque lo stesso anno della intronizzazione di Cesare Augusto, anno che, fu memorabile per un meraviglioso fenomeno. Un mattino il sole sorse coronato da stelle disposte in forma di spighe di grano, cinte da un arcobaleno. Un tale prodigio non era puramente naturale;  e permettendolo così la divina Provvidenza, sembra che volesse manifestare i disegni del suo amore e misericordia con gli uomini. I romani auspicarono da quel segno la grandezza del regno di Augusto; però noi, possiamo credere che presagiva la nascita del nostro Santo Patriarca, arcobaleno che annunciava al mondo morale la riconciliazione del cielo con la terra, e di Dio con gli uomini.
 
     Suo nonno fu Matan, fratello di Bar-panter, che fu nonno della Santissima Vergine Maria. Da qui si deduce che San Giuseppe e la Vergine nostra Signora furono cugini di secondo grado ed entrambi discendenti per linea diretta della casa reale di Davide.
 
    San Giuseppe era erede dello scettro di Giuda,  il quale, non solo per promessa e donazione di Dio, bensì per diritto ereditario di successione passò a Cristo tramite  Giuseppe: perché così come il santo Patriarca aveva su Cristo, secondo la legge, e finanche praticamente esercitava tutti i diritti che hanno i genitori sui figli, allo stesso modo Cristo nostro Signore aveva su San Giuseppe tutti i diritti legali che spettano ai figli in ragione del titolo dei loro padri, e così aveva diritto al regno giudaico dopo la sua morte.    
 
 
Fu circonciso all’ottavo giorno dalla nascita, e i suoi genitori, c’è da credere che fu per ispirazione del cielo, gli dettero l’ammirabile e alto nome di Giuseppe, che significa aumento.
 
     A tre anni d’età fu dotato di scienza infusa; sui sette anni fu adornato e arricchito con tutte le scienze divine e umane; fu eminente teologo; penetrò i misteri della Bibbia; possedette perfettamente le scienze; scrutò tutte le facoltà che abbracciano le scuole; raggiunse tutte le arti liberali e la storia orientale e intraprese ogni meccanica, anche se  quella che più esercitò – per il sostentamento del suo divin Figlio e della castissima Sposa, - fu la carpinteria, per alta disposizione dell’Altissimo.
 
     E che diremo delle virtù di colui che avendo meritato essere chiamato nel Vangelo uomo giusto, fu destinato quale sposo della più santa tra le pure creature, e quale padre putativo, guida e guardiano del Redentore del mondo?  Fin dai più teneri anni risplendettero in lui tutte le virtù, come conveniva a chi era stato scelto da Dio stesso tra tutti gli uomini, perché disimpegnasse gli incarichi più sublimi e grandiosi che il cielo possa affidare a un mortale.  Viveva elevato in altissime contemplazioni, mostrando in tutto uno spirito angelico e una santità singolare, dal momento che la sua esteriore modestia e compostezza indicavano il colmo della grazie che arricchivano la sua anima;  era d’un carattere molto tranquillo, di volto sereno e modesto senza affettazione; d’animo umile; di poche e gradevoli parole; la sua conversazione modesta, senza risate, senza perturbazione e senza ira; era cortese, affabile e affettuoso, e in tutto e per tutto un modello delle maggiori perfezioni: grande fede, grande speranza e grandissima carità, verginale e celestiale purezza, perfettissima obbedienza, straordinaria semplicità, singolare prudenza, meravigliosa fortezza e costanza, incredibile pazienza e mitezza, attenta vigilanza e provvidenza sollecita.
 
     Oltre alla bellezza dell’anima, il Signore volle arricchirlo altresì con le maggiori perfezioni e bellezza esteriore, perché la sua immagine e le sue perfezioni dovevano essere come un abbozzo o modello, secondo il quale lo Spirito Santo nel seno della Santissima Vergine,  avrebbe formato la bellissima umanità di Cristo.
 
     Non era piccola prova una somiglianza tanto grande in fattezze , genio e costumi, che Gesù, come se San Giuseppe l’avesse realmente generato,  era nel volto, nel genio e nei costumi un ritratto perfezionato del santo Patriarca.  Quindi se Cristo Signore nostro fu il più bello dei figli degli uomini, e tutte le sue perfezioni erano le stesse di San Giuseppe, perché in tutto fu somigliante a suo padre putativo, si deve dedurre che questi (San Giuseppe) era nel suo corpo bello e perfetto come nessun altro tra i figli degli uomini.
 
     Alla sua morte santa, il corpo di San Giuseppe fu sepolto nella valle di Giosafat.